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sabato, 08 ottobre 2005

Strano paese l'Italia ove il liberalismo sia diventato l'agorà ove convergono, quasi a cercarne una legittimazione, le più variegate culture politiche: liberalismo radicale, socialismo liberale,  liberalismo compassionevole.

Come tutte le dottrine politiche (sebbene il liberalismo debba essere considerato una categoria metodologica e non dottrinaria), si piega alle sensibilità di coloro che liberali si professano, tenendo fermi, tuttavia, i principi fondamentali: il valore universale della libertà, l'uguaglianza degli uomini, il valore del libero mercato.

Le diverse sfumature con le quali questi principi vengono affermati, rappresentano le diverse "liberalità" che costellano il cielo politico italiano.

Vorrei riportare alcuni brani significativi tratti da"Memorie di un conservatore" di Sergio Romano, che mi sono sembrati illuminanti in questa babele liberale.

" A differenza dei liberals, il conservatore liberale è generalmente prudente e scettico. Riconosce il valore universale dei principi di libertà, ma non crede che tutti gli uomino possano farne egualmente buon uso. Crede che tutti gli uomini "siano stati creati uguali", secondo l'affermazione iniziale della Dichiarazione americana d'indipendenza, ma sa che essi si disporranno lungo la strada della vita  secondo una inevitabile gerarchia. riconosce l'utilità delle grandi riforme, ma sa che l'evoluzione sociale è un processo storico, soggetto a due fattori contraddittori, difficilmente controllabili: la lenta accumulazione delle consuetudini culturali e la brusca rottura con il passato.

Mentre il liberal ha una cultura illuministica, fondata su una sorta di razionalismo messianico, il conservatore liberale ha una mentalità storica, fondata sulla convinzione che la realtà riserva più sorprese di quanto l'intelligenza umana non riesca ad immaginare.

Mentre il liberale di sinistra ama credere nella bontà degli uomini, il conservatore liberale sa che la vita è un sentiero stretto fra gli irrefrenabili interessi dei singoli e la brutalità delle masse.

Il conservatore liberale crede nell'utilità della famiglia tradizionale e sa che nulla riesce a consolidarla quanto il concepimento e la nascita di un figlio. Ma se il numero delle unioni omosessuali diventa statisticamente rilevante, è pronto, per amore dell'ordine, a legalizzarle". 

      

Postato da: fenthion72 a 12:07 | link | commenti (7) |